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0 Commenti | dic 10, 2009

“CIO’ CHE HO IMPARATO E ALTRI SCRITTI”: IN DANILO DOLCI IMPEGNO CIVILE COME POESIA

Postato da Bruna Alasia

di Bruna Alasia 

A dodici anni dalla morte di Danilo Dolci molte le case editrici che riscoprono e ripubblicano i suoi libri. La ragione sta anche nel fatto che la ricerca e le proposte di questo candidato al nobel per la pace sono state al di fuori degli schemi di partito,  basate sull’esperienza concreta e non ideologica. Gli scritti di Dolci ripropongono uno spaccato storico dell’Italia della seconda metà del secolo scorso, nella quale i problemi che affliggono tuttora il nostro paese – mafia, clientelismo, consorterie, spreco, assenza di partecipazione realmente democratica, disoccupazione – sono vivisezionati cercando le ragioni che spesso risiedono in un  “vizio culturale” dell’individuo e della nostra società.

Le edizioni Mesogea ripubblicano con “Ciò che ho imparato e altri scritti” l’esperienza del sociologo-poeta  negli anni anni Cinquanta e Sessanta: battaglie per il lavoro, scioperi alla rovescia, lotte per la costruzione delle dighe, attività antimafia e, nella seconda parte, quella che verte sul lavoro educativo, sentito da Dolci come basilare per il cambiamento sia dell’individuo che della collettività. Da qui  la ricerca di modelli organizzativi autenticamente democratici e partecipativi, alla critica della società di massa: della quale é esempio la nostra esistenza appiattita dal bombardamento dei media di potere.  Nello stile tipico di Dolci, dove poesia e saggio sono la stessa cosa, pagine di taglio documentatiristico si alternano ad altre più squisitamente narrative restituendoci alcuni ritratti storicamente miliari come la dolorosa vicenda del dirigente sindacale Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia. 

Danilo Dolci

Ciò che ho imparato e altri scritti

Edizioni Mesogea

Numero di pagine: 200

Isbn: 978-88-469-2064-5

Dimensione: cm 15.5 x 21

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