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0 Commenti | feb 04, 2010

LEGITTIMO IMPEDIMENTO APPROVATO ALLA CAMERA

Postato da Maurizio Lintozzi

parlamento-italianoCon 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astensioni, l’aula della Camera ha approvato la proposta di legge sul legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio e per i Ministri a comparire in udienza nei processi penali.

Il Pd e l’Italia dei Valori hanno votato contro, l’Udc si e’ astenuta. Ora il testo passa al Senato. 

Questi i dati numerici conclusivi di una giornata intensa e difficile; ma, in realtà, cosa c’è di tanto importante, di tanto sconvolgente da far urlare a turno questo o quel Deputato? Di cosa si sta parlando di tanto rilevante? Considerando l’intensità del dibattito avvenuto in aula verrebbe da pensare che l’argomento in discussione affronti il problema della disoccupazione, o delle difficoltà immense di tante categorie deboli come portatori di handicap, cassa integrati, lavoratori saltuari, ecc, oppure su come affrontare al meglio la ormai arcinota crisi mondiale. Nulla di tutto questo! Si sta parlando semplicemente del legittimo impedimento.

D’altra parte sappiamo ormai fin troppo bene che una tale presenza in aula per problemi assai seri non c’è mai stata, ma per affrontare il tema del legittimo impedimento c’è come una precettazione, guai agli assenti se non assolutamente giustificati.

Credo sia opportuno fare alcune considerazioni che non sono, e non vogliono essere, né a favore né contro questo o quello schieramento politico e non per viltà o altro, ma semplicemente per essere discosto da qualunque pressione strumentale.

Ebbene, partiamo dall’inizio. L’Italia è una Repubblica democratica dove periodicamente si indicono delle elezioni ed i cittadini, liberamente, esercitano il loro voto. Chi ha più voti è legittimato a Governare. Orbene, se chi deve governare deve successivamente rispondere anche alla Giustizia, cosa fare? È giusto che limiti la sua azione di governo per tutelare la propria persona oppure è giusto che si rinvii il processo fino al termine del mandato?

Questo il quesito! Adesso, se dimentichiamo per un attimo che la persona in argomento è Berlusconi e facciamo finta che sia il Signor X, con tutta onestà, senza insulti, senza demagogie, senza rancori, cosa penseremmo? Soprattutto proviamo a fare un’altra valutazione che riguarda le tanto invocate “dimissioni”. Passando questa tesi si potrebbe supporre, con estrema facilità, che chiunque non sia concorde con il Signor X che ha vinto, potrebbe semplicemente trovare due “tontacchioni” qualsiasi che, pur a basso costo, potrebbero fare una denuncia per qualsivoglia reato e l’Autorità Giudiziaria sarebbe costretta ad aprire un procedimento. In sintesi, se non esistono forme di tutela nei confronti di chi è legittimamente eletto, ci si potrebbe trovare con enorme facilità in condizioni di ingovernabilità.

È facile dedurre che chi è eletto, comunque si chiami, deve innanzitutto governare, fermo restando che deve anche rispondere alla Giustizia. Perché non può farlo a termine mandato?

Consideriamo anche un altro aspetto di carattere nazionale: quanti sono i processi che vengono legittimamente rinviati, addirittura fino ad arrivare alla decadenza dei termini, per motivi che riguardano Magistrati, Avvocati, Tribunali ed ogni altro componente della complessa macchina giudiziaria?

Quanti sono i processi che durano anni ed anni? A volte anche per motivi futili!

Orbene, se vogliamo che il nostro pensiero sia libero da idealismi politici di questa o quella parte, non ci possiamo permettere di dimenticare. Come dimenticare, infatti, le tante e giuste lamentele di tutta la Popolazione, non ora, ma da decenni, sulle lungaggini della Giustizia, a volte anche nel merito delle decisioni adottate, delle carcerazioni non sempre giustificate e delle scarcerazioni a volte criticabili. Non è di ora questa polemica, ai tempi di Enzo Tortora, per esempio, Berlusconi ancora non c’era!

Credo quindi sia giusto affermare che una opposizione seria, di cui tutti abbiamo bisogno e che tutti dobbiamo invocare, debba percorrere la strada della Politica e non quella, troppo strumentale, della giustizia, per contrastare e controbattere l’avversario politico. È nella dialettica politica e nella contrapposizione di idee che si esplica la Democrazia e la crescita di un Paese, certamente non con gli insulti ed i proclami da stadio di periferia.

A questo punto il problema è un altro. L’attuale opposizione ha idee e progetti da contrapporre sul piano Politico? Oppure è costretta all’insulto perché non ha altro? Se così fosse dovremmo essere preoccupati perché la democrazia sarebbe in difficoltà e non per il “legittimo impedimento”, ma semplicemente per l’incapacità politica dell’opposizione.

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