tratto da Grnet.it (di Giuseppe Paradiso)
Alzi la mano chi non ha mai promosso un ricorso contro la propria Amministrazione o chi non ci ha seriamente pensato! Sono una platea sterminata gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa che nell’arco della loro carriera hanno messo mano alle carte bollate ed adito i giudici amministrativi nel tentativo di conquistare un diritto o di vedersi riconosciuto un torto subito. Le materie oggetto di ricorso amministrativo sono tantissime: si va dalle note caratteristiche alle indennità operative, dalle missioni ai ricongiungimenti familiari, dai concorsi alle sanzioni disciplinari. Praticamente non esiste materia che non sia passata al vaglio dei giudici amministrativi aditi dalle donne e dagli uomini in uniforme. Questo articolo, lungi dal voler emettere giudizi od apprezzamenti nei confronti di chiunque, si limita ad esporre delle semplici “istruzioni per l’uso” per non incorrere in spiacevoli problemi che possono verificarsi quando si decide di far valere i propri diritti.
L’avvocato, serve sempre? No. In materia di accesso a documenti amministrativi ai sensi della legge 241/90, il ricorrente, giusta quanto previsto dall’art. 4, terzo comma, della legge 21 luglio 2000, n. 205, “può stare in giudizio personalmente senza l’assistenza del difensore”. Facciamo un esempio: avete richiesto l’accesso a dei documenti amministrativi e la vostra amministrazione oppone un diniego oppure vi concede solo parzialmente l’accesso? Potete benissimo impugnare il diniego presentando al TAR un ricorso senza che dobbiate necessariamente farvi assistere da un legale così come prevede la legge in tutti gli altri casi. Coloro che intendono avvalersi di questa opportunità dovranno quantomeno conoscere le modalità “tecniche” di presentazione di un ricorso, non molto difficili in verità. Lo stesso dicasi per la proposizione di un ricorso straordinario al Capo dello Stato che, parmimenti, non richiede il patrocinio di un legale.
Va bene, faccio ricorso! La scelta del legale.
La scelta di un buon legale, specialmente per coloro che appartengono al comparto Sicurezza e Difesa, è di fondamentale importanza. Sebbene qualsiasi legale possa benissimo rappresentare e difendere il proprio assistito davanti ai giudici amministrativi, il nostro consiglio è quello di sceglierne uno che abbia una conoscenza vasta ed approfondita delle norme e dei regolamenti che regolano il vivere quotidiano del personale in uniforme, che sono moltissime. Insomma, scegliere un legale “specializzato” è già il primo passo nella giusta direzione. Che esperienza ha il legale che intendiamo scegliere? A questa domanda ci viene in soccorso la rete internet. Nel motore di ricerca della giustizia amministrativa basta inserire il nome e il cognome del legale per rendersi conto delle materie di cui si è occupato e con quale frequenza. Se ci consigliano uno sconosciuto legale che non risulta aver mai frequentato (o ha frequentato pochissime volte) le aule dei tribunali deputate a decidere la materia che ci sta a cuore, forse è il caso di cercarne uno con un pò più di esperienza nel settore.
Una Società (SpA, Srl – snc ecc.) mi propone, attraverso internet – o altre forme di comunicazione – l’adesione ad un ricorso che mi interessa. Che faccio, mi fido? Dipende. Innanzi tutto bisogna sapere che in base al codice civile, una Società persegue necessariamente uno scopo di lucro. Bisogna poi rendersi conto che i profitti derivanti dal trattare i ricorsi amministrativi, specialmente quelli “collettivi”, possono essere molto alti e sviluppano appetiti che, per quanto leciti, potrebbero nascondere insidie inaspettate. Il buon senso ci deve venire in soccorso. Bisogna porsi delle semplici domande: che tipo di Società è quella che si offre di difendere i miei interessi? E’ una Società trasparente che rende pubblici (ad esempio attraverso internet) i nomi delle persone che la compongono (Titolari, soci e consiglieri) o piuttosto cerca di celare le loro identità? Chi sono i consulenti legali (interni od esterni) della Società ai quali questa intende affidare la mia tutela? Che esperienza hanno questi legali nel settore di mio interesse (vedi la domanda precedente “La scelta del legale”)?
E’ chiaro che una Società che intende promuovere un ricorso (specie se collettivo) dovrebbe essere come un palazzo di vetro, dove i ricorrenti possono sapere con chi hanno a che fare e il grado di affidabilità della Società stessa. Spesso infatti si viene attratti dal basso costo che viene richiesto per partecipare ad un ricorso e non facciamo caso a fattori determinanti, come quelli elencati prima, che potrebbero seriamente compromettere l’efficacia dell’azione amministrativa determinando poi nei ricorrenti un senso di generale sfiducia verso l’istituto del ricorso amministrativo. In sostanza, se si accetta di farsi difendere da sconosciuti del quale non si conosce il grado di esperienza e di affidabilità, non bisogna lamentarsi poi degli eventuali risultati fallimentari. Una cosa è certa infatti: i profitti per la Società sono assicurati, qualunque sia l’esito del ricorso proposto.
I ricorsi “fai da te”. Sono sempre vantaggiosi? Siamo venuti a conoscenza che certi colleghi si sono dati da fare per raccogliere le adesioni per esperire un ricorso amministrativo che ci interessa. Che faccio, mi fido? Anche in questo caso la prudenza non è mai troppa. Come nel caso della Società trattato prima, anche qui valgono le stesse considerazioni. Che esperienza hanno i legali (o il legale) al quale i nostri colleghi intendono affidare la tutela dei nostri interessi?
Sono iscritto ad un’associazione riconosciuta dalla legge che mi propone un ricorso amministrativo, posso fidarmi? Anche in questo caso, come in tutti gli altri, valgono le regole generali di buon senso e di prudenza. In genere le associazioni hanno sedi sparse un pò dovunque nel teritorio nazionale, ed è quindi facile recarsi di persona presso quella più vicina e “fare le pulci” al responsabile per saperne quanto più possibile in merito al ricorso proposto. Se sono associazioni no profit e di comprovata serietà possiamo stare già più tranquilli, ma non dimentichiamo di porre le domande fondamentali alle quali abbiamo più volte accennato in questo articolo. La prudenza innanzi tutto.
Concludendo, quando si decide di esperire un ricorso amministrativo contro la nostra Amministrazione, la scelta di colui (o coloro) che difenderanno i nostri interessi è un fattore cruciale ed essenziale che merita oculatezza nelle scelte. Il basso costo che ci viene richiesto e la tentazione di confondersi nella massa – magari per sfuggire ad eventuali ritorsioni della nostra amministrazione – non sempre è una scelta pagante. Con questo non vogliamo generalizzare ed affermare che tutti i soggetti che ci propongono di aderire ad un ricorso sono dei disonesti avidi di profitto, questo no, ma come in tutte le cose della nostra vita che riguardano le nostre tasche, è bene muoversi con prudenza ed affrontare la questione con una buona dose di buon senso.

