Roma, 7 feb. (Ign) – Nessun complotto ai danni del Cavaliere. E nessun tesoro all’estero. Ma non rifarebbe quello che ha fatto. In un colloquio con diversi quotidiani, tra cui ‘Repubblica’ e il ‘Corriere’, Patrizia D’Addario (nella foto) racconta la sua verità.
La escort barese replica alle accuse di ‘Panorama’, il settimanale della Mondadori che in due puntate ha raccontato di un’indagine della procura di Bari che la vedrebbe coinvolta in un complotto contro Silvio Berlusconi, e assicura: “Siamo davanti a un castello di bugie. Non ho ordito, né ho mai pensato di farlo, alcun complotto” nei confronti del presidente del Consiglio, “la sola verità è quella che ho raccontato al magistrato e ai giornali”.
Ribadisce anche che “Giampaolo Tarantini mi ha scelta per andare dal premier, mi ha pagata, e io che di mestiere facevo la escort ci sono andata. E poi, se ci fosse stato un complotto, perché la prima sera a palazzo Grazioli non sarei dovuta rimanere? Solitamente non c’era un secondo invito. Basterebbe questo per smontare il castello di bugie”.
Quanto al conto segreto all’estero su cui sarebbe accreditata una somma vicina al milione di euro, D’Addario spiega: “Ho un solo libretto bancario, a Bari, intestato a mia madre VIncenza. C’è una cifra di molto inferiore al milione, frutto delle vendite di alcune attività immobiliari. E non è un mistero che ho lavorato per anni come escort. Sono soldi che non tocco, però. Quelli mi servono per costruire il residence”.
Il suo ex convivente, nonché sfruttatore, Pinuccio Barba, ha raccontato che lei sia stata all’estero a portare denaro per conto di un politico. “Non so perché ha raccontato queste bugie. Mi ha sfruttato per anni ed è stato arrestato soltanto quando ho filmato le sue violenze. In un’intervista ha dichiarato: se l’avvocato Ghedini mi fa un assegno posso dire qualsiasi cosa”.
Barba, meglio conosciuto come “Pinuccio Spaghetto”, conosceva l’esistenza dei nastri che documentavano gli incontri tra la escort e il premier: ”Sapeva delle registrazioni – spiega Patrizia – ma non mi ha mai proposto né di minacciare né di ricattare il premier”.
La escort di Bari denuncia quindi diversi episodi, a suo giudizio ancora da chiarire. Come quando ricorda che ”uomini anche in divisa venivano dietro la porta di casa per spaventarmi. Un giorno un uomo è entrato e ha cercato di violentarmi”. Mentre in un’altra occasione “per strada mi spinsero dentro una macchina. Avevano un distintivo, mi dissero: ti facciamo arrestare”.
Ma Patrizia D’Addario assicura di non aver paura: ”Sono come Giovanna D’Arco, lotterò fin quando non mi metteranno al rogo. Ho mandato mia figlia fuori da Bari, in un college. Ma per fortuna la gente mi vuole bene. Soprattutto le donne”. E a chi le chiede se rifarebbe tutto quanto, la bionda escort replica: “Assolutamente no”.


