Postato da Maria Lina Veca | 0 commenti | 27.lug.03
Un pomeriggio di caldo afoso, sul monte Avala, due chilometri da Belgrado. Pic-nic sul prato, una vecchina che vende fiori, tavolini affollati all’ombra dell’Hotel Avala. Tutto normale, o quasi. Di fronte a me le rovine di quella che fu la gigantesca torre televisiva del Monte Avala, centrata in pieno dai bombardamenti della Nato, poco più di quattro anni fa.
Ancora più in alto, il Monumento al Milite ignoto, circondato da otto gigantesche statue di donne con i costumi delle sei ...