Alla fine anche la sinistra ha scaricato Gianfranco Fini. Nella bagarre della prescrizione breve, Montecitorio è stato assalito da una crisi di nervi che ha fatto letteralmente perdere le staffe ai partiti di opposizione che da ieri mattina si stanno affannando a rosicare minuti, secondi ai lavori parlamentari per procrastinare il più possibile la discussione del ddl presentato dalla maggioranza. E, dopo oltre sedici ore di estenuante dibattito, i democratici hanno gettato la maschera e si sono scagliati contro il “baluardo” della sinistra contro lo strapotere dell’asse Pdl-Lega.
Lo hanno definito “il peggiore presidente della Camera”. Non di questi tempi. Il peggiore di tutta la storia della Repubblica italiana. Un’accusa pesante soprattutto se viene dal partito di Pierluigi Bersani con cui Fini, da diversi mesi a questa parte, sta flirtando per riuscire a far cadere il governo. Questa mattina il piddì Roberto Giachetti ha attaccato il leader del Fli per la conduzione dei lavori a Montecitorio. “Da quando è sotto attacco di Pdl e Lega che chiedono le sue dimissioni – ha spiegato l’esponente democratico – lei è il peggior presidente della storia”. Fini, impassibile, ha proseguito con gli interventi sul processo verbale.
Impassibile? Diciamo faccia di tolla rende meglio il concetto.
L’amico Casini ha preso le sue difese e lo credo sono simili in tutto, anche nell’ambito familiare. Casini, ora, vive nell’agiatezza, grazie alla sua convivente Caltagirone, una delle famiglie più ricche di Roma. Hanno attaccato tutti e due il cappello al chiodo ( vecchio adagio sempre valido).
Conoscendo Fini da quando era giovane, immagino la lotta intestina che sta conducendo per non esplodere agli attacchi che gli vengono dai suoi ipotetici alleati. Bisogna riconoscere che in quanto a sapersi controllare è veramente grande.
E allora, caro Finuccio, altri ti hanno sbattuto la porta sulla faccia, sei proprio sfortunato, periodo molto, molto buio stai attraversando e anche se porti gli occhiali non riesci a vedere un barlume di luce in fondo al tunnel in cui ti sei cacciato.
E lo sai per quale motivo? La luce per te si è spenta!
ERCOLINA MILANESI
