Lorenzo ha scritto una lettera a “Ti preparo un caffè”
(Blog di Elisangela Annunziato – http://elisangelannunziato.wordpress.com
Lorenzo è un ragazzo di 22 anni che, oltre ad inviarmi una lettera, mi ha contattato tramite un Social Network.
In chat dice (scrive),“Ho scritto al Presidente della Repubblica segnalando il mio problema. Il Presidente ha scritto al Prefetto di Chieti. Il Prefetto ha scritto 10 lettere, senza ricevere risposta, alle Istituzioni Locali.”
(la lettera)
Cara Elisangela,
Vi scrivo questa lettera con il cuore in mano per sottoporre alla sua attenzione il mio problema. Mi chiamo Torto Lorenzo diversamente abile dalla nascita ho 22 anni e vivo a Rapino un piccolo paesino della provincia di Chieti.
Il mio problema e che non riesco a trovare un posto di lavoro neanche a tempo determinato a causa della mia malattia che mi costringe a vivere a bordo della mia carrozzella. Sono 3 anni che cerco di trovare lavoro non ho chiesto di diventare un manager, solo di fare il centralinista. Ho iniziato a bussare diverse porte di enti pubblici e realtà private Ci sono leggi che riconoscono agevolazioni fiscali per l’assunzione di ragazzi diversamente abile e altre norme che obbligano farlo. Quanti ragazzi nelle mie stesse condizioni devono vivere questo enorme problema nel costruire le bassi del proprio futuro soprattutto per un domani quando non ci saranno più i propri genitori. Il mio appello e questo chi mi deve tutelare? Se le leggi sono solo pezzi di carta. O regole che devono salvaguardare la vita di chi soffre tutti i giorni soprattutto alla mia età. Ho scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiedendo un aiuto a risolvere questo problema .il presidente della Repubblica incarica il Prefetto di Chieti di interessarsi tramite le istituzioni che a tutto oggi a distanza di 3 anni il silenzio delle istituzioni distrugge la mia volontà ad andare avanti.
Quando uno stato italiano attraverso i suoi rappresentanti si dimentica delle fasce più deboli del nostro paese e come dire che un padre di famiglia si dimentica del proprio figlio.
Quando si fanno le leggi come la 68/99 che prevede il collocamento obbligatorio di ragazzi con disabilità sia in enti pubblici che in società private bisogna avere il coraggio di far rispettare le leggi.
Ho scritto anche al Presidente del Consiglio ma non mi ha mai risposto.
Spero che voi mi possiate aiutare a lanciare un appello affinché chi soffre non rimanga mai solo.
Presa visione della legge sulla privacy, autorizzo la pubblicazione della lettera e la sua divulgazione (media, internet). Assumendomi, quindi, la totale responsabilità di quanto é riportato in essa.
Saluti cari
Lorenzo Torto
