preload preload preload preload preload preload
Ultimo Tweet:
0 Commenti | lug 09, 2011

CYBERSTALKING: INTERVISTA ALL’ING. FRANCESCO MARINUZZI

Postato da Giulia Salfi

(di Giulia Salfi)

Ing. Francesco Marinuzzi

Nel mese di maggio l’ing. Francesco Marinuzzi ha pubblicato il suo ultimo libro che tratta specificatamente di un argomento in particolare: lo stalking sul web, come lui definisce Cyberstalking

Ing. Marinuzzi ci parla un po’ di lei, in cosa consiste esattamente il suo lavoro e perché ha scelto proprio questa professione e-o anzi delle sue attività?

Sono un consulente tecnologico ed organizzativo di riferimento da più di 20 anni per Aziende e Pubbliche Amministrazioni soprattutto per attività di terzietà quali ad esempio le analisi del mercato, gli studi di fattibilità, le partecipazione a commissioni di aggiudicazione, l’assistenza alla gestione dei contratti, il monitoraggio, il collaudo delle forniture, l’auditing, le congruità tecnico/economiche. In particolare sono esperto nelle previsioni di andamento del mercato per il supporto della pianificazione degli investimenti nel settore informatico e delle telecomunicazioni e membro dell’Albo dei Revisori del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la valutazione dei progetti da finanziare. Ho una laurea in ingegneria informatica e un dottorato in informatica, sono stato stato professore a contratto per più anni dell’Università di Tor Vergata e tengo docenze presso l’università La Sapienza di Roma ed altre scuole formative.

Dall’altro anno sono stato relatore sul tema del cyberstalking a recenti ed importanti eventi organizzati nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio e presso la Questura di Roma. Mi è stata conferita anche una cattedra di Cyberstalking al Master post laurea di Criminologia e tecnica investigativa dell’università LUSPIO.

Da molti anni mi chiamano per moderare ed aprire i più importanti convegni nazionali in virtù della capacità di previsione dei nuovi scenari digitali che mi riconoscono in tanti.

Venendo dunque da una più che ventennale esperienza consulenziale appena mi son avvicinato alla tematica dello stalking, perché chiamato e coinvolto dagli amici della Polizia di Stato ed in particolare della Consap,  ho compreso che c’era un vuoto informativo, soprattutto tecnico e divulgativo, per tutte le fattispecie digitali denominate “cyberstalking”. Da qui l’idea del testo per informare ed insieme formare. In questa nuova edizione l’intervento copre compiutamente anche l’area legale e psicologica grazie ai contributi di due professionisti del settore.

Già autore per l’editore Franco Angeli del libro “GPR, UMTS , WI-FI e le tecnologie di IV generazione: il futuro della comunicazione mobile” è chairman, keynote speaker e docente per primari convegni e realtà nazionali tramite società leader del settore. 

E’ esatto definirla in un ceto senso un anti-hacker, dico questo per farmi capire dai ragazzi che leggono inviatospeciale? 

Il fenomeno “hacker” in sé, ad esclusione delle sue derive,  ha anche delle valenze positive nel darsi continuamente come sfida intellettuale per superare in modo creativo tutta una serie di limiti spesso tecnici che son stati messi da terzi ed è un bene che i giovani ed i ragazzi di oggi si pongano sempre nuovi traguardi e nuove sfide che possano misurare i loro progressi ma nel rispetto della legalità. Da questo punto di vista potrei definirmi un “anti-furbo” che prova a stanare coloro che cercano di strumentalizzare i nuovi mezzi (cellulare, internet, ecc…) per comportamenti illegali, ossessivi di molestia o minaccia. 

Perché ha fondato l’Associzione AIRIN, di che si tratta? 

Dopo esser stato Presidente della Commissione Informatica e Telecomunicazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e VicePresidente Nazionale del CNII Comitato Nazionale degli Ingegneri dell’Informazione,organo del CNI Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ho sentito il bisogno di aggregare e dare maggiore rappresentanza ai settori innovativi dell’ingegneria vista la loro pervasività e sempre maggiore importanza.  In particolare il DPR 328/2001 prevede per l’ingegneria tre settori, civile edile, meccanico e dell’informazione. Proprio su quest’ultimo non c’é molta informazione e racchiude anche i laureati in Informatica, che sono preziosissimi per tutte le indagini sul cyberstalking.

E’ importante che i giovani e tutti i cittadini sappiano di questa nuova figura dell’ingegneria cosi determinante nella nuova società digitale che può dare un valido contributo a fianco dei legali, degli psicologi e delle forze di polizia.

In quest’ottica, per valorizzare tutte le attività innovative afferenti all’ingegneria di ogni settore decisi di fondare la AIRIN Associazione Ingegneri di Roma per l’Innovazione.

Abbiamo un sito web http://www.airin.it/ e ci siamo presentati alle ultime elezioni dell’Ordine di Roma riscuotendo un discreto successo. 

Il titolo esatto del libro é: Cyberstalking, difendersi  a 360  gradi, ci può spiegare in cosa è appunto il Cyberstalking, in quale ambito e “spazio”questa difesa deve essere più completa? 

Il Cyberstalking è lo stalking effettuato sui nuovi canali e scenari digitali della comunicazione. Si pensi al mondo della telefonia mobile, ad internet, al mondo dei computer ed in generale a tutti gli spazi e a tutti i nuovi canali di interazione. Considerando che per la natura stessa “digitale” molti di questi strumenti sono indifferenti rispetto al tempo e allo spazio fisico l’azione di stalking fatta qui risulta più intrusiva e capace di molestia e disturbo: potremmo dire che il cyberstalking è uno stalking al quadrato! Mandare messaggi SMS di minaccia al cellulare di una vittima mi permette di raggiungerla ovunque e in ogni momento cosi come diffamarla o molestarla con messaggi sulla sua bacheca Facebook mi permette di agire continuativamente anche verso la sua cerchia di amici potenziando l’azione stessa di molestia che viene amplificata dai commenti e dalle comunicazioni di questi ultimi. Il primo settore nel quale è bene tenere la guardia alta è sicuramente quello tecnico.

Come seconda area direi quella psicologica: è molto importante conoscersi e conoscere l’altra parte per capire e prevenire o far cessare nel modo più opportuno certe derive pericolose dei comportamenti ossessivi. In ultimo metterei il supporto legale e la classica denuncia che comunque è necessaria per tutta una fattispecie di situazioni a basso rischio potenziale. Ricordo recentemente il caso, in toscana, di una  persona condannata definitivamente per stalking, che il giorno dopo aveva ucciso una delle sue vittime per rifarsi dalla sconfitta legale! Pertanto ritengo che tutti noi dovremmo innanzitutto adottare delle misure preventive e se qualora dovessimo trovarci in una situazione di stalking valutare magari grazie ad una psicologa il quadro complessivo per capire come procedere e se fare subito una denuncia. Nel libro le storie esemplificative sono organizzate appunto in tre sezioni per far capire quando ci si può difendere da soli, quando è meglio chiamare un professionista oppure quando è necessario quanto prima denunciare il tutto alle forze di polizia. 

Nella introduzione al libro Maria Rita Parsi, nota psicologa, afferma chiaramente che  occorre “adottare un duplice itinerario di adozione delle tecnologie di contrasto e di denuncia alle Autorità competenti, al fine di tutelarsi in ambito  nei casi gravi, procedere alla punizione del persecutore”. Insomma lei si occupa della prevenzione dell’attacco da parte dello stalker, rendendo più sicuro  pc, smatphone, la nostra email e social-account? 

Esatto; se mi consente una metafora, oggi con il classico cellulare è come se tutti noi andiamo in giro “nudi”. Una volta, con il telefono fisso, avevamo delle protezioni e dei filtri naturali. Adesso se qualcuno ha il nostro numero può comunicare con noi in ogni luogo e momento a meno cheho attuato alcune delle misure di prevenzione suggerite nel libro! Stesso dicasi per la posta elettronica e per l’account dei social network. Nel libro vengono descritte le soluzioni più importanti anche se vengono prese tutte le misure necessarie per evitare di fornire elementi preziosi agli stessi autori dello stalking. Offriamo, inoltre, tramite il sito un servizio di formazione, informazione e consulenza a soggetti identificati che stanno in contatto diretto od indiretto con situazioni di cyberstalking. 

Perchè il libro stesso parla di casi specifici, è forse difficile creare delle statistiche, oppure è per una maggiore comprensione del fenomeno stalking on line?

Ritengo che la maggior parte dei comportamenti di cyberstalking non sia noto e la percentuale di cui parla il Ministero relativo alle denunce presentate sia solo la punta dell’iceberg. Un vittima di cyberstalking spesso non riesce a valutare la pericolosità di certi messaggi e comportamenti ritenendo che sulla rete tutto sia possibile oppure è talmente impaurita e psicologicamente soggiogata che ha paura di confidarsi anche con la sua migliore amica od amico. Quando poi le situazioni degenerano ed inizia a trovare il suo persecutore sotto casa o vicino al luogo di lavoro è spesso tardi per attuare efficaci misure tecniche preventive e/o comunque di tracciamento. E’ pertanto importante che tutti comprendano quanto prima la pericolosità e l’illegalità di certi comportamenti in rete ed in quest’ottica ritengo che il libro possa essere di valido aiuto. 

Perché il libro stesso è edito on-demand, come mai?

Vengo già da esperienze di pubblicazione con noti editori. Ad esempio nel 2003 ho pubblicato un libro con l’editore Franco Angeli su “GPR, UMTS , WI-FI e le tecnologie di IV generazione: il futuro della comunicazione mobile”, che ebbe subito un successo tant’è che fu fatta una ristampa dopo pochi mesi. Nel corso però del tempo constatai tutti i limiti della stampa tradizionale soprattutto su tematiche a cosi alto tasso di variazione ed innovazione. Adottare una soluzione “on demand” permette di minimizzare al massimo i tempi di “time to market” e di aggiornare ed inserire ogni novità utile al momento stesso in cui si presenta senza alcun ritardo od attesa al prezzo di un minor profitto generale. Nell’editoria classica spesso il 90% del prezzo di copertina va all’editore che fissa rigide regole sulle tirature ed i tempi di eventuali ristampe o riedizioni in quanto stampa a priori rischiando di suo: ottime per le tematiche più tradizionali e consolidate, ma del tutto limitative su argomenti quali questo del cyberstalking o della telefonia mobile. Con il print on-demand la stampa effettuata con sistemi digitali viene a costare leggermente di più, ma il lettore può avere la certezza di avere in mano un prodotto sempre aggiornato in grado di fronteggiare le ultimissime insidie dei mondi digitali. Anche eventuali inesattezze possono essere corrette all’instante migliorando la qualità generale dell’opera. Ma non è solo questo, anzi. La natura digitale on-demand rende il libro aperto anche ad ospitare eventuali contributi, segnalazioni, presenze dei lettori o di altri colleghi che operano nel settore per far da punto di aggregazione e condivisione delle esperienze personali. 

Può parlarci di qualche caso che ho contribuito a difendere?

Sono vari i casi, ma per rispetto alla privacy delle vittime non posso qui dare dettagli. Nella nostra attività professionale siamo come dei confessori che vengono a sapere degli aspetti spesso più intimi e personali delle vittime. Pertanto il riserbo e la riservatezza è tombale. Appartenendo ad un ordine professionale siamo anche sottoposti ad etica professionale. In generale posso dirle che nella scelta delle sette storie esemplificative da pubblicare ho prediletto alcuni casi che evocavano situazioni che ho contribuito a risolvere direttamente.

La lotta allo stalker può essere fatta in squadra: esperto di internet e sistemi(lei), psicologo, avvocato, forza dell’ordine? 

Esatto. E’ importante avere un’equipe o una squadra multidisciplinare che riesce ad affrontare a 360 gradi il problema. Nel testo c’é una sezione di riferimenti dove il lettore può trovare i nomi delle persone che lo possono supportare nei settori legali, psicologici e delle forze di polizia. 

Come si differenziano gli utenti di internet, perché è importante questa diversificazione? 

La distinzione fra gli utenti è fondamentale. Fra un utente nativo digitale quale un giovane d’oggi e un analfabeta digitale quale, invece, potrebbe essere un adulto od anziano d’oggi c’è una differenza abissale per la potenzialità delle azioni di cyberstalking. Ad esempio, la pubblicazione in rete o l’invio via email di un messaggio molesto ha poca efficacia se la vittima e la sua cerchia affettiva frequenta poco o nulla la rete e non controlla periodicamente la posta. D’altra parte se ho un nuovo telefonino che mi permette di leggere l’email in tempo reale e/o sto su Facebook e su altri siti sociali continuamente tramite lo smarthphone e tutti i miei amici ed affetti appaiono negli amici online dei miei siti sociali, ecco allora in questo caso è molto più facile che una azione molesta di cyberstalking possa cambiare le miei abitudini di vita e mettermi in uno stato di ansia. 

Come vivono gli adolescenti di oggi la realtà virtuale on line, sono al sicuro entro le pareti della loro cameretta, come potrebbero pensare i loro genitori? 

Onestamente no. La cameretta che lei dice è particolarmente insidiosa: da una parte evoca un contesto sicuro e controllato quale la casa, dall’altra è una finestra aperta sul mondo che può far esporre l’adolescente a quanto di peggio c’é fuori della casa, direi nel mondo intero. Pornografia, pedopornografia, droghe, sostanze illegali, attacchi psicologici evoluti da false identità, ecc…

Il problema non è quello di chiudere questa finestra quanto di controllare in modo discreto ed efficace il traffico e l’uso che ne viene fatto. Da questo punto di vista è necessario che gli adulti di oggi riconoscano il loro esser analfabeti digitali e se tengono alla loro prole inizino un percorso formativo ed informativo. Il libro può rappresentare il primo passo di questo percorso. 

Una donna secondo lei può essere una stalker pericolosa quanto un uomo? 

Le donne hanno spesso una maggiore padronanza degli strumenti e delle modalità comunicative, mentre gli uomini sono tipicamente legati più alle dimensioni operative. Ancora oggi in molti contesti sociali se i ragazzi tendono ad attività sportive competitive le ragazze possono trascorrere buone ore in comunicazioni via telefono, chat o messaggi con amiche per raffinare e migliorare le loro competenze psicologiche. Geneticamente la donna è più selettiva e deve sviluppare i criteri psicologici di scelta. Dal punto di vista della pericolosità, direi, che se questa è vista all’interno della fattispecie dello stalking non ci sono differenze. Invece se vogliamo valutare la pericolosità complessiva possiamo dire che con un uomo è maggiore, perché è più facile che l’azione di cyberstalking possa costituire una avvisaglia di una azione diretta violenta che configura un altro reato. 

Che cosa è un furto di identità in un social network? 

Il furto di identità di un social network è costituito dal furto del proprio profilo se esiste o dalla creazione di un profilo nuovo con il nostro nome e le nostre foto in modo da ingannare tutta la nostra cerchia affettiva. Il furto del profilo si realizza, tipicamente, con la scoperta della propria password di accesso, che è facilmente identificabile più di quello che si creda. Esistono molti programmi automatici che a pochi euro permettono di provare milioni di password al secondo. Anche su questa tematica nel libro vengono dati utili consigli per proteggersi in ottica preventiva. 

Per finire un’ultima domanda, visto che siamo nel mese di luglio, ma quando va in vacanza riesce e tenere spento il suo smartphone o Ipad, dica la verità? 

Ne ho appena preso uno nuovissimo e potentissimo di cui sono entusiasta.

Share

Leave a Reply

You must be Logged in To post a comment.