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0 Commenti | lug 05, 2010

ECCO I DOCUMENTI CHE SMENTISCONO IL FAI

Postato da Redazione Tibereide

Comunicato Stampa pervenuto da Giuliana D’Olcese 

Roma 29 Giugno 2010 (Padova 28 Giugno 2010)

Commissione Cultura Provincia e Comune di Padova  

villa_vescovi1Comunicato Stampa con immagine recto-verso “Cartolina FAI” del “Parterre di Villa dei Vescovi” progetto dell’architetto Domenico Luciani, cartolina da compilare e rispedire al FAI con il versamento di 200 euro per l’adozione di una pietra di trachite con incise le proprie iniziali. Cartolina diramata dal FAI a mezzo poste italiane allegata al Notiziario trimestrale cartaceo edito dal FAI, del periodo Dicembre 2009 - Gennaio Febbraio 2010, contenente tre pagine con

immagini e didascalie pubblicitarie de “Il parterre di Villa dei Vescovi“.

Così come il Notiziario Marzo Aprile Maggio 2010 contenente ulteriori tre pagine, testi e didascalie pubblicitarie, il bollettino postale per il versamento dei 200 euro e una lettera a firma Luisa Bruzzolo. Lettera che conclude con l’invito ad inviare la propria sottoscrizione al FAI.

Oltre ai numerosi testi e immagini promozionali per l’adozione delle pietre di trachite con incise le inziali a 200 euro, apparsi durante sette lunghi mesi sul sito internet del FAI non solo, ma diramati via Newsletter a firma Federica Pellerey: dal Dicembre 2009 a Giugno 2010.

In calce la smentita del FAI diramata dal suo vicepresidente esecutivo, Marco Magnifico 

Roma 29 Giugno 2010

Sono tre bombe quelle piombate, il 28 Giugno, sul tavolo della Sala Consiliare della Presidenza Commissione Cultura della Provincia di Padova allorchè il Presidente Domenico Menorello conclude la lettura della smentita, distribuita in Commissione, a firma del vicepresidente esecutivo del FAI, Marco Magnifico scrivo oggi anche per conto della Presidente del FAI“, scrive Magnifico.

Giuliana D’Olcese de Cesare  - già coordinatrice del Movimento dei Sindaci d’Italia e fondatrice e leader del Movimento per le Riforme Istituzionali - quindi ben usa al lessico istituzionale - avuta la parola, ringrazia l’Istituzione di cui in veste di testimonial è ospite, poi il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Padova, il Professor Giuliano Pisani, il Presidente dell’Orto botanico di Padova, il Professor Patrizio Giulini, si alza e girando l’intero tavolo mostra ai componenti le Commissioni tre plichi (che prontamente vengono distribuiti a tutti i partecipanti) con la incontrovertibile sonora controsmentita a quanto scritto dal FAI a mezzo del vicepresidente esecutivo Magnifico.

Giuliana e Vittorio D'Olcese
Giuliana e Vittorio D’Olcese

I tre plichi contengono le pagine che a partire dal Dicembre 2009 fino al Giugno 2010 riportano testi e immagini cartacee dei Notiziari trimestrali FAI da cui risulta inequivocabilmente che dal Dicembre 2009 al Giugno 2010 il FAI ha già messo in essere la vendita delle pietre di trachite delParterre“, progettato da Domenico Luciani, con incise le iniziali dell’adottante al costo di 200 euro ciascuna. Vendita e relative campagne pubblicitarie perpetrate per ben sette mesi di un progetto privo del benestare della Sovraintendenza non solo, ma progetto di cui, scrive Magnifico nella lettera sottostante, “progetto che io personalmente, e con me tutta la Fondazione, siamo disponibili e felici di condividere le scelte progettuali adottate per la Corte di Villa dei Vescovi (Corte terzo nome dato da Magnifico al brolo) allorquando tale progetto…… esisterà”. E’ proprio qua che il gioco delle tre tavolette appare lampante, gioco peraltro assai maldestro condotto da troppo tempo dalla Presidente del FAI e dal suo vicepresidente esecutivo, Marco Magnifico che così conclude “siamo pronti a un dibattito basato su fatti reali e non su voci malevole nate da protagonismi personali”.(!)

Voci malevole nate da protagonismi personaliil Parterre di pietre di trachite di Villa dei Vescovi dunque?! Parterre con colata di cemento sottostante, se no con cosa? progetto che, nelle intenzioni del FAI, come di Magnifico e Luciani, dovrebbe sostituire radicalmente il brolo rinascimentale di Andrea da Valle sopprimendo i quattro prati, la limonaia, tre alberi secolari e l’antico pozzo circondati da mura sansovinesche. E il tutto, contrariamente a quanto sostenuto dal FAI e da Magnifico con una serie insignificante di stampati inviati a Giuliana D’Olcese l’8 Febbraio 2010, tra i quali la “Nota al progetto del cortile occidentale di Villa dei Vescovi (Luciani qua non lo chiama ne’ brolo, ne’ cortile, ne’ parterre, ma corte) redatta dallo stesso Luciani su carta a lui intestata. “Nota” anche questa allegata ai tre plichi consegnati alle Commissioni Cultura di Provincia e Comune di Padova.

“Esaminati i tre plichi a impossessarsi dei rappresentanti delle due Commissioni, sono la più incredula meraviglia, il più oceanico stupore, il più profondo sconcerto”. dichiara Giuliana D’Olcese de Cesare. Presidenti, consiglieri, esperti, critici, giornalisti, e Italia Nostra Padova, non credono ai propri occhi: eppure le numerose prove del gioco delle tre tavolette del vicepresidente del FAI, Marco Magnifico, sono la’ sul tavolo consiliare della Presidenza Commissione Cultura. Le prove sono la’, sotto gli occhi di tutti” dichiara Giuliana D’Olcese de Cesare che aggiunge, e così conclude:

“Per chi ha scoperto per prima la postazione del celebre TigerTim diretto da Fabio Ghioni con la supervisione di Giuliano Tavaroli, La Sala Mara del Palazzo Telecom sito sulla via di Fiumicino, e per chi ha sostenuto sin dalla prima ora che delle intercettazioni illegali di Telecom ne fossero a conoscenza Tronchetti Provera e Buora -non potevano non sapere- non è facile farsi infinocchiare dalle diffide e dalle smentite iperconfusionarie e inattendibili del FAI, e di Magnifico”. 

PADOVA – Villa Vescovi, il Fai «smentisce» Ora tocca alla Soprintendenza
corriere del Veneto 29 giu 2010 Padova

PADOVA – Sta diventando un giallo il progetto di recupero della cinquecentesca Villa dei Vescovi di Luvigliano. Ieri il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, infatti, ha smentito clamorosamente l’ipotesi di una ristrutturazione della villa, che preveda l’eliminazione dell’antico «brolo» (il giardino) e la contemporanea stesura di un parterre di pietra di trachite.

La comunicazione è arrivata al presidente della Commissione Cultura della Provincia, Domenico Menorello, che ieri pomeriggio, nel corso della seduta straordinaria della commissione, ha letto la nota ai componenti del gruppo e agli altri esperti presenti. «Da alcune settimane purtroppo circolano voci insistenti del tutto pretestuose e infondate — ha scritto il vicepresidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico —, sul fatto che il Fondo abbia scelto un progetto che copre di cemento il brolo della Villa. E’ inutile dire come queste voci non corrispondano al vero; utile invece dire quanto esse ci siano dispiaciute, soprattutto quelle di scarsa trasparenza. D’altronde come essere trasparenti nel rendere noto un progetto che per la prima volta lunedì (ieri, ndr) viene discusso con la Sopraintendenza?».

Peccato, però, che un progetto di recupero della Villa con la soppressione del brolo fosse stato pubblicato qualche tempo fa su un bollettino ufficiale del Fai. Non resta che attendere, dunque, il giudizio della Sovraintendenza. L’unica autorità che può dare il via libera alla ristrutturazione di Villa Vescovi.

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