Si è tenuto in 13 giugno 2011, alla Camera dei Deputati, Sala delle conferenze, Palazzo Marini, il secondo incontro di studio sullo stalking dal tema “Stalking: per difendersi bisogna conoscerlo“, iniziativa promossa dagli esponenti della comunità romena e organizzata insieme ad Argos – Forze delle polizia, Upcar – Università Popolare dei Castelli Romani e l’Associazione Amici della Romania. Il primo incontro di studio sullo stesso tema, tenuto nell’ambito del Corso di Lingua cultura e civiltà romena, curato dall’UPCAR, si è svolto il 27 di marzo e grazie agli straordinari interventi dei relatori, tra cui il professore Marco Strano – direttore scientifico ICAA – siamo riusciti a trasmettere al gruppo di studio le informazioni più precise sul concetto di stalking presentando la normativa vigente, caratteristiche, criticità (falso stalking ), numero verde e sportelli.
Al secondo incontro di riflessione, confronto e chiarimento sul tema dello stalking hanno partecipato, oltre al gruppo di studio, ospiti dal mondo dell’associazionismo, giornalisti, sociologi, psicologi, e molti esponenti della comunità romena impegnati nella cura di interessi afferenti al tema dello stalking.
L’obbiettivo di questo incontro è stato quello di aggiungere un plus d’informazione sugli aspetti legali, giurisprudenziali, criminologici e psicologici del fenomeno affinché i partecipanti possano riconoscere simili episodi e possano prevenire eventuali situazioni di pericolo, oltre a sapere come muoversi in simili situazioni e quali sono i servizi che meglio possono sostenerli. Abbiamo proposto in questo senso anche la presentazione del libro “IL CYBERSTALKING – Difendersi A 360°” dell’ing. Francesco Marinuzzi, libro che narra sette storie di relazioni esemplificative corredate di discussione tecnica.
Dopo aver dato il benvenuto ai nuovi arrivati nel gruppo di studio e salutato tutti gli ospiti e partecipanti ho dato la parola per l’apertura dei lavori al dott. Marini D’Amore, responsabile comunicazioni del giornale Atlas Orbis che ha espresso il Suo apprezzamento per l’iniziativa ribadendo l’importanza di tali incontri su questa complessa tematica. Il dott. Marino D’Amore ha trasmesso anche un saluto da parte del dott. Fabrizio Locurcio direttore editoriale del giornale Atlas Orbis , vice- presidente e responsabile delle Relazioni esterne della Argos.
In apertura dei lavori abbiamo letto i saluti dei relatori che, per motivi obiettivi, non sono riusciti ad essere presenti iniziando con il saluto e l’apprezzamento del professore Butoi Badea Tudorel, esperto nella psicologia investigativa, criminologo, già Capo Servizio Ricerca del Ministero dell’Interno della Romania, Capo del Laboratorio Psicologico sull’accertamento del comportamento simulato –servizio criminalistica – della Polizia di Bucarest.
La dott.ssa Alina Harja, giornalista romena, direttore del giornale Actualitatea romaneasca ha letto il messaggio e il saluto da parte dell’ON. Guido Melis il quale ha ricordato che sulla normativa sullo stalking si sono espressi in concordanza la maggioranza e l’opposizione dimostrando la necessità di questo decreto, sottolineando inoltre l’importanza di tali incontri per cambiare la mentalità della gente e per prevenire tale comportamenti.
A seguire la dott.ssa Draga Rocchi ha letto il messaggio e il saluto del Presidente del Università Popolare dei Castelli Romani, dott. Massimo Marciano il quale ha ribadito il Suo sostegno personale e come presidente dell’UPCAR alla nostra iniziativa per la diffusione della conoscenza di questo fenomeno che ha portato il legislatore italiano a riconoscerlo come reato.
Al sostegno delle parole di dott. D’Amore ho aggiunto che il tema resta sempre di attualità, nonostante siano ricordate dall’antichità i comportamenti che oggi vengono qualificati come reato di stalking, anche per le innumerevoli implicazioni sottese al tema.
Il secondo a prendere la parola, per approfondire la tematica, è stato avv. Andrea Emilio Falcetta (corrispondente da tutta l’Italia per processi civili, penali, tributari avanti alla Corte di Cassazione ed alle altre Supreme Magistrature e il quale ha scritto l’articolo 30 bis del Codice di procedura civile, già collaboratore dell’Università degli Studi di L’Aquila presso il Dipartimento di Scienza dell’Investigazione). L’avv. Falcetta ha fatto un’analisi della normativa presentando le tre caratteristiche delle condotte qualificate come stalking: la condotta “tipica del reo“ (atti che per altro sono già sanzionate autonomamente dal Legislatore), la reiterazione di tale condotta e l’insorgere di un particolare stato d’animo nella vittima. Durante il Suo intervento, l’avv. Falcetta ha sottolineato la difficoltà nell’assistere le vittime degli atti persecutori prima della normativa attuale e ha illustrato dei casi e delle misure per la difesa e per la prevenzione esprimendo il Suo apprezzamento sulla utilità del libro di Ing. Francesco Marinuzzi .
Prima di dare la parola all’autore del libro, ho voluto ricordare l’errata convinzione che lo stalking sia limitato solo a un corteggiamento non adatto portando come esempi, per correggere questa convinzione, la casistica di questi due anni in cui abbiamo incontrato lo stalking “condominiale”, emotivo, economico, la gang stalking, delle celebrità, occupazionale (nell’ ambito del lavoro). Da non dimenticare il ruolo della denuncia che, a volte, viene vista come unica soluzione e del tutto riparatoria. In realtà la denuncia è solo una parte di un percorso difensivo per cui si deve fare tanta attenzione ai comportamenti che devono essere adottati da parte delle vittime dello stalking per la loro difesa anche quando hanno deciso di denunciare. Importante da sapere è il ruolo dell’ammonimento, ricordato nel Suo intervento dall’avv. Falcetta, come una prima misura di difesa. Lo stalking è punito a querela della persona offesa pero, se esiste una diffida formale e nonostante questa si continuano gli atti persecutori espressamente denunciate alle autorità, allora il reato è perseguibile d’ufficio e la pena prevista dall’articolo 612 bis aumenta a 6 anni. D’altra parte la denuncia non può diventare una facile minaccia da parte di chi non conosce gli atti che vengono puniti come stalking e rilevante in questo senso è l’archiviazione per mancanza di requisiti di quasi metà delle 6000 denunce registrate nel 2009. Questo potrebbe costituirsi come il rovescio della medaglia, anche se meno diffuso e meno grave, quando la denuncia stessa per lo stalking può diventare uno strumento di persecuzione. Fondamentale, sotto quest’ultimo aspetto, è il riconoscimento della situazione da parte dell’avvocato per evitare che il ricorso alla legge non abbia altri fini se non quello per cui è stata creata, cercando di discernere tra la difesa dei diritti del cliente e l’uso strumentale del procedimento (lo stalking giudiziario).
Quando lo stalnkig pero ”assume veste di cyberstalking “ sono una serie di fattori chiave che devono essere individuati per poter difendersi. Per parlare di tutto questo è stato invitato ingegnere Francesco Marinuzzi, autore del libro “Il cyberstalking: difendersi a 360 gradi ” giunto alla seconda edizione, con 60 nuove pagine di approfondimento tecnico, legale e psicologico, con bibliografia e mappa delle risorse in rete, con una prefazione della prof.ssa Maria Rita Parsi.
Nel Suo intervento ing. Francesco Marinuzzi ci ha presentato lo stalking nei nuovi contesti digitali e ha parlato della potenzialità che danno tutte le conquiste tecnologiche a questo dilagante fenomeno suggerendo vari misure di protezione dei dati e della privacy e di prevenzione dello cyberstalking. Presentando la dinamica del fenomeno, ha riportato dei riferimenti con esempi narrativi di come una vittima si può difendere, puntando sulle misure di prevenzione e intervento più immediate sia nei casi in cui ci si può difendere da soli sia nei casi in cui è sempre meglio denunciare subito e chiedere un aiuto professionale. Proprio per questi preziosi consigli ed indicazioni il libro viene considerato dalla professoressa Maria Rita Parsi un “interessante manuale “ per affiancare l’opera dell’investigatore, dello psicologo e per gli stessi soggetti sottoposti, anche occasionalmente, a cyber molestie.
In seguito, la dottoressa Alina Haraja, direttore editoriale del giornale romeno Actualitatea romaneasca, ha sottolineato l’importanza degli incontri su questo tema, l’importanza dell’informare le persone su una normativa che li difende ricordando dell’ampio spazio dato a questo tema nel Suo giornale. Ringraziando gli organizzatori dell’evento ha espresso il Suo apprezzamento sul fatto che il seminario sia organizzato da una donna e per di più romena ed ha menzionato che in passato è stata ospite agli incontri sullo stesso tema organizzati da esperti uomini. Considerando positiva la nostra attenzione sullo stalking sul lavoro, soprattutto nell’ambito lavorativo delle badanti, ha riportato in discussione le particolari caratteristiche dello stalking quando vittima è una badante e delle conseguenze molto gravi nella situazione in cui la vittima è costretta a vivere con lo stalker sotto lo stesso tetto, situazioni in cui la fine e spesso drammatica. Prendendo l’impegno di dare sempre più spazio nel giornale all’informazione sulla difesa di un tale reato, sulla prevenzione e sul da fare, la dott.ssa Alina Harja ha chiuso con una considerazione sul libro dell’ingegnere Marinuzzi trovandolo estremamente utile sia per gli operatori nel campo sia per le potenziale vittime.
Sull’importanza degli incontri di studio sul tema dello stalnkig ha incentrato il Suo intervento anche il Cav. Gianluca Guerrisi, che ringraziamo per l’aiuto nell’organizzare l’incontro, il quale ha sottolineato la necessità di un continuo aggiornamento delle soluzioni in materie di stalking ai nuovi contesti digitali emergenti dal mondo del web, adeguamento dovuto al incessante progresso tecnologico.
Direttore del giornale AtlasOrbis e Segretario Nazionale di ARGOS – Associazione Forze di Polizia , il Cav. Gianluca Guerrisi ha presentato l’Associazione Argos e L’Osservatorio sulla Sicurezza, le attività, le statistiche ed i dati sulla dinamica di questo fenomeno (molestia maniacale e reiterata) che può essere vecchio quanto il mondo ma che assume nuove forme di espressione attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Riportando le statistiche sulle denunce per lo stalking è stata rimossa l’errata convinzione che lo stalker sia sempre maschio e la vittima sempre donna (secondo le statistiche il 21 % delle vittime dello stalking sono maschi). Con un riassunto sugli aspetti pratici riguardanti la denuncia, i tempi per la querela (entro 6 mesi dall’accaduto), l’importanza dell’ammonimento e dei testimoni, il Cav. Guerrisi ha chiuso il Suo intervento facendosi carico di sottoporre all’attenzione del Ministro Carfagna le problematiche individuate durante l’incontro sulla particolare difficoltà della vittima dello stalking quando la vittima svolge un lavoro di badante o assistente domiciliare e lo stalker fa parte della famiglia dell’assistita/o.
Un intervento molto sentito è stato quello del avv. Giancarlo Germani, Presidente del Partito dei Romeni in Italia e consulente giuridico del giornale Actualitatea romaneasca, il quale ha sottoposto all’attenzione dei relatori e dei partecipanti un caso recente della cronaca che potrebbe specchiare di quanto la realtà può superare la fantasia. Rapportandosi alla Sua grande esperienza nel mondo lavorativo delle badanti, specie quelle romene, l’avv. Germani ha segnalato dei casi di riferimento per la comprensione delle dinamiche e le motivazioni di fondo che hanno generato lo stalking lavorativo.
Essendo una normativa abbastanza nuova, dopo due anni si può parlare delle prime decisioni di referenza come quella del Tar della Lombardia che, nell’annullamento del ammonimento nei confronti di una madre denunciata per staking da suo figlio, ha spiegato che la nuova legge sullo stalking non può essere utilizzata come strumento “per inserirsi nelle situazioni di pura conflittualità famigliare” (il comportamento insistente della madre troppo premurosa non era oggettivamente molesto o minaccioso).
Grazie alla disponibilità dell’ingegnere Francesco Marinuzzi, durante gli interventi dei relatori sono stati proiettati i numeri verdi, l’indirizzi utili degli sporteli anti-stalking, e gli indirizzi mail dei relatori con l’intenzione di dare voce alle vittime dello stalking ma anche alle terze persone che dovessero venire a conoscenza dei possibili casi di stalking ed avessero bisogno di essere consigliati sul comportamento più adatto da assumere.
La chiusura dei lavori è stata affidata al On. Pino Palmieri, vicepresidente della Commissione Sicurezza Regione Lazio, che ha affermato che non esistono facile soluzioni al problema dello stalking e che, per avere un quadro giusto della situazione, si deve ascoltare e consultare chi opera nel campo della sicurezza e le vittime. Un punto di partenza nella lotta allo stalking è quello di rendere le vittime consapevoli di quello che possono fare per la loro difesa e che la società stessa deve rendersi conto che è la prima responsabile della tutela dei suoi membri senza mai perdere la fiducia nelle istituzioni .
Risulta dalle statistiche che lo stalking è in continuo aumento e tende a diventare un fenomeno comune che coinvolge ogni anno più di 1,1% delle donne della popolazione generale per cui gli incontri di studio su questo fenomeno continueranno con l’approfondimento di altri aspetti come le conseguenze psicologiche, l’impatto dello stalking sulla salute delle vittime ma anche sul comportamento dei terzi – amici, parenti, avvocati, consulenti, agenti di polizia – considerati importanti elementi di una efficace strategia di aiuto.
Ringraziamo dott. Fabrizio Locuricio e Cav. Gianluca Guerrisi, dott. Marino D’Amore (ARGOS –Forze di Polizia), dott.ssa Alina Harja (Amici della Romania), dott. Massimo Marciano (Università Popolare dei Castelli Romani), avv. Andrea Falcetta, Ing. Francesco Marinuzzi, avv. Giancarlo Germani, On.Pino Palmieri e tutti i partecipanti per l’eccellenza delle relazioni ed i preziosi interventi.
Nicoleta Sprinceana

