Perché sei venuta a questa manifestazione delle donne a difesa della Costituzione?
Perché ritenevo di voler dare un contributo alle amiche organizzatrici di questo evento come donna impegnata in politica e in una società civile, sia come membro della Fondazione Marisa Bellisario, che come membro del progetto Gemma e responsabile e coordinatrice della Fondazione Liberal di tutti i circoli di Roma capitale
Questo pomeriggio farai un intervento a Piazza S.Apostoli, in che cosa consisterà ?
Sarà una riflessione che farò con le amiche lì presenti e assieme a noti costituzionalisti: qual è la situazione delle donne oggi in Italia sia dal punto di vista sociale e politico e soprattutto qual è la situazione delle istituzioni, partendo dalla Costituzione che secondo me è uno strumento di rispetto politico e civile che deve essere valorizzato e non distrutto.
E’ vero che come membro della Fondazione Bellisario ti sei occupata della legge per le quote rosa, si può fare qualcosa di meglio? Che problemi hai avuto durante questa battaglia?
Si, io come membro ho sostenuto questo progetto di legge che è stato portato avanti dalla presidente della fondazione Bellisario, è una legge bipartisan, ed è una legge che però nel suo iter parlamentare è stata modificata e quindi è diventata a mio avviso, meno efficace, non mi piace dire che è una legge sulle quote rosa, perché la targhetta “quote rosa” è stata messa da certi organi di stampa che volevano ghettizzarla e volevano che le persone si disaffezionassero a questa rivoluzione culturale che, secondo me, è il momento di attuare in Italia. La legge dice semplicemente che nei prossimi tre anni tutte le aziende pubbliche e private, quelle private quotate in borsa, che hanno delle donne con determinati titoli accademici e capacità professionali devono avere la possibilità di entrare, avendone appunto le capacità, nei consigli di amministrazione e nella percentuale del 20%.E’ una legge transitoria, cioè dopo un po’ non avrà più efficacia e secondo me è un primo strumento che aiuta a colmare il divario tra le posizioni di genere. Bisogna fare tanto altro, cioè occorrerebbe fare delle leggi permanenti e addirittura creare degli incentivi alle donne concreti come la fiscalizzazione, come il quoziente familiare, come gli asili nelle aziende obbligatori, sia private che pubbliche, sia per le mamme che per i papà, che vogliono esser sereni e lavorare, e quindi nel giro di due o tre anni chi è al governo o nell’ambito politico dovrebbe lavorare in maniera molto impegnata per rendere realtà queste cose. Io se avrò la possibilità e l’onore di continuare ad impegnarmi in politica mi batterò per realizzare assieme alle amiche e agli amici delle associazioni trasversali che mi sostengono, per impegnarmi a portare avanti attraverso dei progetti di legge o col mio nome, o con il nome altrui, non mi formalizzo su questo, su queste iniziative che possono migliorare la vita della famiglia italiana e quindi del nostro Paese.
Ritieni giusto che oggi una laureata in Italia che è andata molto bene all’Università lotti si impegni, sia costretta ad andare all’estero, la famosa fuga dei cervelli, per continuare a fare ricerca per non lasciare il suo sogno, cioè questo è un vero e proprio impoverimento culturale delle chances che ha l?Italia, una seconda forma di immigrazione, certo non è più quella dei nostri nonni e bisnonni, insomma cosa ne pensi?
Io stessa sono un esempio nel mio piccolo di donna che ha studiato e si è perfezionata anche dopo l’Università anche all’estero, e parlo un paio di lingue straniere, però non ritengo giusto che una persona sia di sesso femminile o maschile, con queste caratteristiche, debba abbandonare il proprio paese, tanto è vero che io ancora resisto in Italia, nonostante che nel mio specifico, tutti gli altri membri della mia famiglia siano andati all’estero e abbiano avuto la possibilità di affermarsi professionalmente e civilmente. Ritengo che non sia giusto, però dire solo che non esser giusta questa situazione è abbastanza poco, perché bisogna mettere in atto dei meccanismi concreti, la classe politica si deve fare interprete concreta di queste esigenze per i giovani e anche meno giovani, che hanno valore e vogliono arricchire il nostro Paese, affinché l’immagine del nostro Paese, la realtà e la sostanza del nostro Paese non sia solo quella poca e povera che trasmettono alcuni nostri rappresentanti quali politici al governo adesso, in Italia e all’estero, facendocene vergognare da cittadini e da cittadini e da cittadine impegnati in politica.
Nel caso ci fosse un precipitare della situazione italiana c’è un’alternativa politica responsabile e se si quale?
Io penso che un’alternativa politica responsabile forse sta emergendo, la dimostrazione è stato il risultato del referendum, dove i cittadini per il 60 e più % hanno dimostrato che i certi problemi concreti devono essere affrontati. La classe politica attuale, e soprattutto quella partitica, parte di questa classe politica partitica, non è in grado di interpretare le esigenze delle persone nel momento di questo Paese. Alcune si stanno impegnando, già sono impegnate nella società civile anche a un livello molto elevato, e secondo e dovrebbero fare più rete e trovare una modalità per venire fuori e parlare ai cittadini, in modo da sperimentare un eventuale loro consenso, e sostituire o reintegrare l’attuale classe politica, che non è assolutamente in grado. Non lo dico io, io registro quello che dicono grandissimi personaggi come il Presidente della Confindustria la dott.ssa Emma Marcegaglia piuttosto che il dott. Corrado Passera, che è il Sio della più grande banca d’Italia, una delle più grande d’Europa, dove dice che ove cotal classe politica tutta quella che è nel governo e non solo, ma che è presente in Parlamento contribuisca con delle riforme immediate serie o altrimenti lasci spazio ad altre persone, magari più competenti e che vogliano fare la politica per stare al servizio dei cittadini e non per propri scopi personali, ce ne sono tanti, è difficile per noi parlare alla gente, trovare spazi sui giornali, perché non abbiamo delle grandi risorse finanziarie e siamo solo interessati a difendere i diritti dei cittadini, ma continueremo ad impegnarci e vedremo cosa ne verrà fuori.
Questa manifestazione delle donne è appunto a difesa della Costituzione: quali articoli in particolare le donne devono difendere?
Io penso che le donne intanto devono fare il lavoro di concerto con gli uomini moderni e gli uomini più educati di questo Paese, che sono la stragrande maggioranza, lavorando insieme, si deve sicuramente difendere per quanto riguarda le donne l’articolo 51 o delle pari opportunità, che deve essere reso concreto, come dicevo prima, tramite regole concrete come la defiscalizzazione del lavoro femminile, permettendo a una donna che sta allo stesso livello gerarchicamente in una azienda di non guadagnare di meno del suo collega, che è veramente una cosa iniqua, quasi scandalosa, passatemi un termine forte, anche se il linguaggio forte o gli atteggiamenti forti non fanno parte del mio modo di essere moderato, oltre a questo punto è permettere anche ad altri cittadini, quindi anche uomini e giovani di avere le tutele, come la tutela del diritto al lavoro, il licenziamento non per causa di forza maggiore, il reintegro nel posto di lavoro, così come l’assistenza agli invalidi a ai cassintegrati. La famiglia si deve sostenere, a prescindere dalla propria posizione religiosa, la mia è di cattolica praticante, mi rendo conto che ci sono altre persone che hanno altre scelte religiose, ma il nucleo familiare va comunque sostenuto, perché la prima fonte di coesione e di cultura civile e pacifica di uno Stato, quindi tutelando la famiglia e i diritti della famiglia, si fa si che lo Stato sia democratico, moderno e pacifico.
In Olanda c’è una donna ha vinto recentemente le elezioni come premier, la reazione in Italia quella così generale e diffusa è che bella cosa, ma qui ancora non sono maturi i tempi, ci vorranno trent’anni anni, ma una frase del genere, ti sembra normale per un paese come l’Italia appartenente all’Unione Europea ?
Io penso che l’Italia sia più che più che pronta sia ad avere un premier che un capo di governo donna che anche secondo me un presidente della repubblica donna, laddove le donne siano delle persone qualificate , con esperienza e con delle doti anche caratteriali che diano l’immagine di un Paese moderno, sereno e tranquillo. Sicuramente a me fa piacere per il neo premier olandese e non mi permetterei di giudicare la capacità di una donna nel fare il proprio mestiere di politico, di premier, segretario di partito, piuttosto di donna d’azienda, dal proprio sesso o dal modo in cui veste. Sicuramente in Italia l’immagine della donna che sta passando, dovuta al fatto che la maggioranza delle televisioni e dei quotidiani e dei settimanali sono in mano a un’unica persona che vede, colloca e utilizza le donne solo per determinate funzionalità di oggetto, in questo senso non facilita in Italia essere donna e fare dei discorsi professionali e qualificati. A me dispiace sia per tutte le amiche donne di questo Paese, ma soprattutto per lo stesso Paese, che ghettizzando la donna in questi ambiti, si autodefinisce alle soglie di una comunità civile e moderna. Io so che l’Italia non è così, le donne italiane non sono donne che vogliono essere oggetto di altre persone ne’ per motivi personali, ne’ per motivi economici o professionali. La donna vuole creare valore, vuole dare un contributo al Paese e alla realtà in cui opera per farlo andare avanti nel miglior modo possibile. Mi auguro di poter contribuire, affinché tante più donne abbiano la reale vera capacità di poter essere una parte importante di questo Paese, assieme a tanti uomini moderni e consapevoli della necessità di parlarci, di ascoltarci e di fare le cose insieme nell’interesse del Paese.
Giulia Salfi
