Prima di intervistarlo ho ascoltato le sue canzoni. E ho avuto modo di vedere che sono canzoni “consapevoli”, in cui c’è tanto cuore.
Manuel Cardella canta di occasioni mancate. Ma non per questo c’è tristezza, non per questo Manuel è “avaro” di sentimenti. Anzi. Nelle sue song si può scorgere semmai un invito, quello di darsi agli altri (non solo secondo me alla donna o all’uomo che si sceglie di amare).
Insomma, non si legge soltanto una relazione d’amore, ma un imperativo a concedersi.
Lo incontro nello Studio Emme di Sergio Martinelli che lo rappresenta artisticamente. E’ in anticipo. Strano per un artista, penso io. Ci presentiamo e, dopo un’iniziale e piacevole chiacchierata, diamo subito il via all’intervista.
Partiamo del pezzo “Potrei morire di te”. Lui, lei e una stanza per un addio. Cosa è per te l’amore Manuel e quanto è importante nella tua vita?
Anche se sono molto giovane, ho avuto due storie importanti, sono durate all’incirca due anni. L’amore, quindi, è fondamentale per me, perchè ne traggo ispirazione per i brani che scrivo. Ogni volta che sono davanti a un foglio, a parlare della mia vita, mi ritrovo a parlare d’amore. Anche a sedici anni gli amici mi prendevano in giro, perchè piuttosto che divertirmi con loro preferivo stare con la mia ragazza. Adesso che sto facendo esperienze diverse, ovviamente ho meno tempo da dedicare all’amore.
Come è nata questa collaborazione musicale con l’attrice Beatrice Valente Covino?
Noi siamo amici da un sacco di anni, eravamo compagni di classe di liceo. Valeria e io abbiamo iniziato due carriere diverse ma nello stesso momento. Lei è un’attrice e, fatalità, quando l’hanno chiamata per un provino del film di Moccia, eravamo insieme. Poi a a me serviva una ragazza per il video di “Potrei morire di te”: l’intenzione era di fare una cosa particolare, con una parte recitata prima della canzone. Essendo Valeria attrice, chi poteva meglio di lei darmi una mano? Ci siamo venuti incontro insomma.
Chi era Manuel qualche anno fa e chi è oggi Manuel?
Parlando di Manuel penso sia rimasto lo stesso ragazzo, come persona non è cambiato niente. Quello che invece è cambiato è che, avendo avuto un pò di popolarità tra i giovani, adesso se vado in discoteca, se vado in giro, la gente mi riconosce. Qualcosa è cambiato anche nell’aspetto economico, in quanto tra serate, musica, eventi, si comincia a muovere qualcosa, per cui non gravo più sui miei genitori che mi hanno sempre aiutato e sostenuto.
Hai un’etichetta discografica che ti rappresenta? Se si, puoi dirmi il nome?
Sto lavorando con un’etichetta discografica di Roma, la RWM. Il mio manager è Antonio Rospini, con il quale stiamo lavorando per il mio primo disco. E’ successo tutto per caso, perchè prima di “Potrei morire di te” avevo fatto un altro video amatoriale (Tutto ciò che è, ndr) che aveva avuto un boom di ascolti nell’estate del 2009. Rospini, che è un talent, mi ha scoperto su Internet e mi ha subito contattato, dicendomi che era interessato a me. Lo stile di quel singolo però era completamente diverso, perchè allora facevo R&B. Direi proprio che Internet è una bellissima vetrina.
Se ti chiedessi di riflettere un attimo su di te, sulla tua persona, cosa potresti dirmi?
Potrei dirti che sono stato fortunatissimo ad avere una famiglia come la mia. Guardando in giro, tra i ragazzi della mia generazione, mi rendo conto di avere dei principi sani, basati appunto sulla famiglia, sullo stare bene. Hanno fatte di me un bravo ragazzo.
C’è qualcosa che apprezzi particolarmente nella vita?
Apprezzo la vita. In generale. Penso sia il dono più bello. Per questo va sfruttata alla grande. E al meglio!
Cosa invece detesti?
La falsità e le persone che non si rendono conto di che dono importante sia la vita, persone che la vedono passare così davanti ai lori occhi, senza però concludere niente. E’ per questo che ho deciso di rincorrere questo sogno. Mi sono detto “Voglio fare questo e ce la metterò tutta per fare questo”. Quindi le persone che aspettano, che si accontentano, non mi piacciono.
Tu sei giovanissimo Manuel, ma se pensi alla tua infanzia, qual è il ricordo più bello che hai?
Il ricordo più bello che ho è la nascita di mio fratello, desideravo tantissimo averne uno. Nonostante fossi molto piccolo (hanno una differenza di età si circa quattro anni, ndr) l’ho considerato un vero e proprio regalo. E, ancora oggi, siamo molto legati.
Come ti sei avvicinato alla musica?
Mi sono avvicinato alla musica da piccolo: studiavo pianoforte, è stata mia mamma a spingermi a studiare uno strumento, visto questa mia passione. Poi a undici anni l’ho lasciato: come tutti i bambini della mia età volevo giocare a calcio, poi dei problemi mi hanno impedito di continuare questa carriera e mi sono spostato di nuovo sulla musica. Avevo quindici anni.
Che cosa o chi ti ha dato la spinta per intraprendere questo percorso?
Penso che sia nato tutto da me stesso, dalla grande voglia di fare musica. La cosa importante per me non è tanto vendere i dischi, fare i concerti, ma che la mia musica arrivi alle persone il più possibile. Quello che sono riuscito a fare su YouTube, dove circa due milioni di persone hanno cliccato sulla mia canzone, è un grande risultato.
Hai un cantante/gruppo al quale, sonoricamente parlando, ti ispiri?
Enrique Iglesias, sopra tutti, è il mio idolo. A marzo andrò a Nizza per vedere un suo concerto.
Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è vivere di musica.
Passiamo al tuo nuovo brano “Al di là di te”: di che cosa parla?
Parla di una storia finita dove il soggetto della canzone non riesce in nessun modo ad allontanarsi da questa ragazza che ormai ha perso. Non riesce ad andare oltre, nonostante gli amici gli dicano di lasciare stare. Ma lui non ce la fa, perchè tutta la sua vita era improntata su questa ragazza. E’ un brano più maturo rispetto a “Potrei morire di te” che parlava di un amore giovanile, più semplice. Ho cercato di fare qualcosa di più importante, anche per una crescita a livello artistico.
E’ autobiografica?
Si, è autobiografica.
E’ vero che potresti andare a Sanremo con questa canzone?
Si. Ci siamo presentati al concorso. La mia canzone è stata la più cliccata tra quelle inserite sul sito della Rai. C’è in pratica una selezione sul Web. La scelta la stanno facendo in questi giorni.
Ti va di lasciare un messaggio carino per i lettori del nostro blog?
Vorrei dire a tutte le persone che non mi conoscono di persona di ascoltare quello che scrivo e quello che faccio, perchè in quello che scrivo e in quello che faccio ritrovano Manuel.
Postato da Roberta D’Auria (giornalista)
Per info su Manuel e sulle sue canzoni vai al sito ufficiale dell’artista www.manuelcardella.it


