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0 Commenti | gen 06, 2012

Intervista a Oscar Galeazzi

Postato da Giulia Salfi

Oscar Galeazzi è da oltre 25 anni insegnante presso la scuola alberghiera di Jesolo. Svolge anche attività di formatore, per conto di ASCOM-Confcommercio e altri enti.

Nel 1992 scrive il suo primo libro di pratica per la casa editrice Hoepli, perché i testi a sua disposizione non erano completi per formare i suoi ragazzi e ragazze. Da allora ne ha scritti molti altri, sempre per Hoepli .

A che età ha iniziato a lavorare e come si è imbattuto nell’esperienza di insegnamento?

Ho iniziato a lavorare a 14 anni, al termine delle scuole medie. Questa esperienza di lavoro mi ha salvato la vita.

In verità il mio primo impiego è durato 1 giorno: sono stato subito licenziato. Era circa metà giugno e cercavano un cameriere con esperienza!

Il primo luglio mio padre mi trova un altro impiego come barista. Mi chiesero di lavorare dalle 8 di mattina alle 24, con pausa solo per andare a mangiare. Accettai: non potevo subire l’onta di un secondo fallimento.

Non pensate che lavorassi moltissimo, anzi. Si trattava di un modesto bar all’interno di un modesto hotel. Il lavoro si svolgeva principalmente verso le 11.30 e 18.30 con pochi aperitivi, molti caffè e digestivi dopo i pasti. Il resto del tempo rimanevo lì solo, senza fare nulla.

Una noia infinita, tale che mi è venuta voglia di leggere, a 14 anni, il mio primo libro. E, miracolo incredibile, mi è venuta voglia di studiare!

Fino alle scuole medie ero un mediocre studente svogliato al quale non interessava nulla della scuola; alla scuola alberghiera (durante l’estate cambiai scelta di scuola) ero il migliore della classe, tra i migliori dell’istituto. Provai per la prima volta in vita mia il piacere di studiare, il rispetto e la considerazione degli insegnati e del preside. Sensazioni piacevolissime per me che fino all’anno prima avevo sfruttato tutti i sotterfugi per non studiare e venivo “sopportato” dagli insegnanti: “intelligente ma non studia, non si applica… ha carenze di base da colmare…”; le solite cose che sanno tutti quelli che vanno a scuola per scaldare banco e sedia.

Sono stato decisamente fortunato: quel lavoro di 2 mesi a 16 ore al giorno di impegno, non di lavoro reale, mi ha davvero cambiato la vita.

Poi ho fatto scelte giuste, lavorando in aziende dove potevo imparare piuttosto che guardare al guadagno.

L’insegnamento è stata una casualità; un amico mi ha consigliato di fare una domanda di insegnamento; la feci mentre lavoravo come barista. Casualmente terminai di lavorare e dopo pochi giorni ricevetti, a novembre 1984, a soli 20 anni, una telefonata dal provveditorato agli studi di Rovigo per insegnare alla scuola alberghiera di Adria. Non sapevo neppure dove fosse Adria, ma accettai subito. L’esperienza durò pochi mesi perché dovetti partire per il servizio militare, ma poi riprese nel 1986 a Jesolo, Venezia.

Ci parla della sua esperienza come insegnante, che rapporto ha sviluppato con i suoi allievi?

Prima essere insegnante tecnico-pratico in una scuola alberghiera era più facile. I ragazzi erano molto determinati; venivano per imparare un mestiere che subito mettevano in pratica. Oggi è molto più complesso: i ragazzi sono più complicati, la società è più complicata, l’insegnamento deve essere più attento, i giovani entrano nel mondo del lavoro non prima dei 16 anni: un grosso danno per chi frequenta scuole professionali, dove si impara una professione. A volte arrivano al termine degli studi di 3 o 5 anni che non hanno neppure lavorato una stagione estiva, una cosa prima impensabile.

Oggi gli studenti purtroppo svolgono pochissime ore di pratica; questo rende il rapporto più distanziato.

Come docente ho in genere un rapporto molto corretto, ma anche un po’ severo. Sicuramente non sono tra gli insegnanti più amati. Però ritengo importante chiarire che il docente non è un amico, bensì una guida. Oggi ci sono troppi amici e pochi che ti insegnano a vivere, questo discorso vale anche per  i genitori.

Difficile che i ragazzi oggi apprezzino questi argomenti; però ho appurato che lo capiscono dopo, crescendo.

La vita e il mondo del lavoro sono spietati, “non fanno prigionieri”. È importante guidare i nostri giovani e riscoprire i valori, anche piccoli, come correttezza, rispetto reciproco, educazione, onestà nei rapporti… e naturalmente studio e lavoro!

Che ne pensa del mercato del lavoro, oggi i giovani spesso sono confusi, qual è la professione più giusta per una persona?

La professione più giusta è sempre quella che ti piace, che ti dà soddisfazione, che ti diverte. Passiamo gran parte del nostro tempo e della nostra vita a lavorare; chi lo fa facendo una cosa che piace è una persona fortunata, qualsiasi lavoro sia.

Oggi il mercato del lavoro è molto più complesso, come tutto. Oggi devi essere molto più bravo di ieri; 30 anni fa per essere un buon cameriere dovesi servire bene, essere educato, conoscere enologia e gastronomia. Oggi devi essere un bravo venditore, devi essere competente in alimentazione e allergie, devi avere competenze contabili e gestionali, curare l’estetica degli ambienti.

Questo esempio è valido per tutte le professioni, dall’imbianchino al manager: è tutto più difficile, più competitivo.

Di conseguenza oggi i giovani devono essere molto più bravi di noi, e non è facile.

La cosa più pericolosa è che vedo tanti giovani che non pensano al loro futuro; vivono giorno per giorno, non programmano, non hanno ambizioni: non sognano.

In particolare, lei a cosa si è ispirato, è più quello che ha imparato o quello che ha insegnato?

Non ho avuto un’unica persona alla quale mi sono ispirato, bensì tante persone dalle quali ho cercato di imparare il più possibile.

Imparo molto di più ciò che insegno, anche dai miei allievi.

Uno dei miei “segreti” è che cerco sempre di imparare, da tutti e in ogni occasione. Imparo facendo, ma anche osservando o ascoltando.

Quali testi ha scritto e perché?

Ho scritto principalmente libri di sala-bar destinati a studenti di scuola alberghiera. Naturalmente ho scritto di ciò che conosco meglio e di ciò che mi ha sempre appassionato.

Ho scritto il primo libro perché non ritenevo adeguati i libri in commercio in quel momento. Il volume ha avuto molto successo, di conseguenza ho continuato a scrivere nuovi libri.

Ho scritto inoltre un dizionario gastronomico in 5 lingue e un libro di corrispondenza alberghiera in 5 lingue. Sono libri di uso sia scolastico, sia professionale.

Credo molto nella forza del web. Con il permesso del mio editore, ho messo completamente online un libro di sala-bar in www.salabar.it e adesso entro 1-2 mesi metteremo online il testo di corrispondenza alberghiera (www.hotelmailing.com), con le lettere dell’albergatore, e di seguito entro 3-4 mesi, il dizionario gastronomico (www.cibuspedia.com).

E’ di certo importante guadagnare e lavorare da subito, so che alcuni chef a 25 anni possono arrivare già all’apice della loro carriera, perché rivestono il ruolo più importante e ricevono ottimi compensi, ma che problema può subentrare?

L’aspetto economico purtroppo crea gravi danni a molti giovani. È importante lavorare, ma non si deve puntare a guadagnare, bensì a imparare il più possibile.

Le carriere troppo veloci sono pericolose; lasciano vuoti professionali difficili da colmare una volta adulti. Persone che non avevano mai avuto problemi a trovare lavoro, crescendo iniziano ad avere difficoltà sempre maggiori, fino a non trovare più lavoro ed essere costretti a terminare il loro percorso professionale con mansioni molto più basse.

L’argomento è molto ampio e complesso. A volte le carriere veloci sono più utili alle aziende che ai lavoratori.

C’è una forma di equilibrio tra quantità di lavoro, piacere e gusto nel realizzarlo, compenso e collaborazione con gli altri?

L’equilibrio è molto difficile. Il lavoro a volte prende molto, della propria vita, in particolare in questi settori.

Se poi vuoi essere molto bravo, l’impegno è sempre molto alto.

Su questo non posso essere preso ad esempio perché io lavoro troppo, a danno in parte della mia vita privata e personale.

Perché ha realizzato un sito di ricerca e selezione di lavoro nel settore alberghiero, anche se molti altri imprenditori lo scoraggiavano, che cosa è successo?

Credo da sempre nelle potenzialità delle tecnologie. Internet è uno strumento importantissimo. La difficoltà è che devi essere molto bravo, altrimenti non hai futuro.

Bravo significa anche un continuo lavoro di miglioramento, e di investimenti.

Il domani, ma anche l’oggi, della ricerca e selezione di personale passa certamente per internet. Ecco perché ho sempre creduto e investito in questo strumento.

Dopo 10 anni di continui lavori e investimenti, abbiamo raggiunto ottimi traguardi; ma la strada da percorrere verso il miglioramento è ancora lunga.

Quando ho iniziato, 11 anni fa, internet era ancora in fase embrionale. È normale che imprenditori che non avevano un’adeguata vision del mercano non avessero capito le potenzialità di questo strumento; alcuni non lo hanno capito neppure oggi!

Nel tempo mi sono reso conto che molti imprenditori, bravi nel passato, non hanno più le competenze necessarie per esserlo oggi, in una società molto più complessa e competitiva.

Che mansione riveste ora? Ne può parlare ai lettori che sono alla ricerca di un lavoro in questo campo?

Quando mi chiedono di parlare della mia professione vado un po’ in crisi. Io sono un insegnante di scuola alberghiera, in part time, sono amministratore di una società che si occupa di ricerca e selezione di personale, nella forma tradizionale e online, sono scrittore di libri professionali, formatore e consulente.

Se una persona si presentasse da me e mi dicesse che fa ciò che ho appena scritto, non ne penserei bene, perché fondamentalmente penso che bisogna fare poche cose fatte molto bene piuttosto che tante fatte male.

Eppure io sono riuscito a incastrare i miei impegni per riuscire a fare abbastanza bene diverse attività, naturalmente lavorando molto, troppo.

Ha altri progetti in cantiere per altre professioni, come è approdato a questi altri progetti?

Ho diversi progetti, alcuni in fase di arrivo e altri in fase di partenza.

Come accennato sopra, a breve metteremo online un sito internet per scrivere lettere da parte dell’hotel a clienti (www.hotelmailing.com), e di seguito un dizionario gastronomico (www.cibuspedia.com). Rifaremo poi il sito LavoroTurismo.it, che ci impegnerà molto e collaboreremo con un partner per un sito forum.

Poi sto per terminare un nuovo libro e sto progettandone un altro.

Infine svilupperemo innovativi progetti di formazione, in collaborazione con l’Ente Bilaterale del Turismo Spiagge Venete.

La molla che mi spinge è valutare, in base alle competenze possedute, cosa si può fare di meglio che non ci sia già nel mercato.

In ultimo che consiglio può dare ai ragazzi che si apprestano a questa professione?

A chi cerca lavoro, qualsiasi lavoro, dico sempre una cosa: fai il lavoro che vuoi, ma fallo meglio degli altri, diventa il più bravo, o almeno impegnati costantemente in quella direzione.

Giulia Salfi

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