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0 Commenti | nov 22, 2011

JULIA: UNA STORIA DI ABUSO PSICOLOGICO

Postato da Redazione Tibereide

JULIA: UNA STORIA DI ABUSO PSICOLOGICO

(di Luisa Galano)

Luisa Galano

Tutto ciò che è alla base non si può ignorare. Tutto ciò che vogliamo ignorare esige attenzione, soprattutto quando a parlarci è il nostro cuore. Non ci si può sottrarre al dolore, si può scegliere di non ascoltarlo senza però avere la possibilità di poterlo esorcizzare. In “Julia” il dolore lo si guarda in faccia. Questo romanzo è un accorato flusso di pensieri profondi, sofferti, dove si avverte la voglia di credere ancora se non nell’amore almeno in se stessi. Parole forti e delicate allo stesso tempo. Parole che accarezzano e feriscono ma che non lasciano indifferenti. Pensieri che prendono forma e significato, un significato che è vita. Vita da esperire nonostante tutto. Se la sofferenza ha un senso è quello di ricostruire la propria identità, troppe volte schiacciata e umiliata. Anche negli abissi si può intravedere la luce ma bisogna credere in qualcosa o qualcuno. Julia crede.

Copertina del libro

Copertina del libro

Luisa Galano nasce a Castellammare di Stabia nel 1960. Insegnante di scuola primaria e psicologa per formazione ha lavorato presso una casa di cura per tossicodipendenti. Artista poliedrica, affascinata dallo studio della psiche umana e dai moti dell’animo, ne elabora le riflessioni anche nella ricerca pittorica dove dimostra una spiccata propensione per un’astrazione giocata sul binomio segno-colore. Non campiture piane ma un tratto vorticoso, energico, alle volte frammentato, che denota un fluire automatico e immediato di stati d’animo in contrasto. Diverso è l’approccio al figurativo dove la Galano predilige un segno volutamente infantile e primitivo, annullando le distanze e restituendoci un universo di emozioni afferrabili.

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