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0 Commenti | gen 06, 2012

LA FINANZA METTE IN VETRINA GLI EVASORI

Postato da Maurizio Lintozzi

È argomento principale, in questi giorni, il blitz effettuato a Cortina dal personale dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di possessori di auto di lusso e di esercenti di vari generi.

Un episodio importante e certamente necessario. Importante perché ha dato un segnale significativo, necessario perché è ora di farla finita di considerare “furbi” coloro che, evadendo, non solo truffano lo Stato, ma tutta la comunità.

Ma c’è da dire che lo stesso blitz ha dei lati oscuri che sarebbe preferibile, per il futuro, evitare. C’è da chiedersi, infatti, se questo è l’unico modo per perseguire evidenti evasori, se c’è da aspettare i vari Capodanno, epifanie e ferie estive, e c’è da chiedersi quanto è costato l’intervento di ottanta controllori, tra costi ordinari e straordinari.

Non può sottacersi il fatto che lo Stato, e non da ora, è in possesso di tutti i dati necessari, esiste un Pubblico Registro Automobilistico, un Ufficio delle Entrate, un Ufficio del Registro. Basterebbe quindi, e sarebbe bastato da anni, fare delle elementari verifiche quotidiane incrociando tutti i dati in possesso per verificare la veridicità delle immorali dichiarazioni dei redditi che in tanti presentano con certezza di farla franca.

Anche ora è così, chi infatti anziché andare a Cortina ha preferito le Hawaii o le isole fiji per il momento sembra l’abbia fatta franca. Noi tutti ci auguriamo che non sia così perché non può essere così.

È quindi di sicuro auspicio che il personale dell’Agenzia delle Entrate, che è peraltro composto da migliaia di persone, dipendenti pubblici che percepiscono un regolare stipendio anche per verificare, inizino a svolgere il loro compito con quotidianità, con fermezza, con equilibrio.

C’è da chiedersi, infatti, come mai fino ad oggi tante verifiche, realizzabili semplicemente da dietro una scrivania, non abbiano dato i loro frutti, non abbiano smascherato i tanti, troppi evasori che indegnamente circolano nelle nostre strade con l’aureola del furbetto del quartiere.

Parimenti va osservato che, nonostante la giusta campagna a favore della richiesta, sempre, di fatture e scontrini fiscali per qualunque tipo di spesa o prestazione, esistono delle difficoltà oggettive che, almeno da quanto si legge e sente, sono poco considerate, o evitate o sottaciute.

Mi riferisco al Popolo dei vecchi e nuovi poveri ed a tutto quel Popolo che è vicino o quasi vicino alle soglie della povertà.

Facciamo degli esempi concreti:Qualunque pensionato o dipendente percepisce uno retribuzione “figurativa” denominata “lordo”. Su questo lordo vengono applicate le detrazioni del caso che arrivano ad oltre il 40%, rimane un netto da percepire, ma questo netto viene decurtato ancora delle trattenute assistenziali, sempre basate sul lordo iniziale. Da quest’ultima detrazione rimane il netto che si percepisce; ovviamente anche le successive trattenute fiscali Regionali e Comunali verranno basate su quel famoso lordo mai visto, mai percepito. Di fatto si verifica, numeri alla mano, che a qualcuno viene raccontato che percepisce, ad esempio, 36.000 Euro l’anno (quindi tremila euro mensili), su questa cifra vengono fatte tutte le valutazioni del caso (IRPEF, Trattenute Assistenziali, Trattenute Regionali, Comunali, ecc, ecc.) e sempre su questa cifra si valuterà se deve o meno pagare la vecchia ICI o IMU o come accidenti la si vuol chiamare, se potrà beneficiare o meno di qualsiasi altro beneficio spettante a chi ha un basso reddito (tasse scolastiche, acquisto libri per i figli, mensa scolastica, accesso ad asili nido, ecc. ecc. ecc.). Il risultato è che sarà escluso da ogni beneficio perché, dice lo Stato, ha un reddito di tremila Euro mensili. In realtà fa fatica a percepirne 1400 e sarà con questa cifra che dovrà fare i bilanci della famiglia, dell’auto, della scuola dell’affitto della luce, gas, telefono, ecc. ecc in una lista senza fine che rappresenta la vita quotidiana della maggioranza dei cittadini.

Bene, dopo aver già tanto contribuito ad incrementare le casse pubbliche, a questo cittadino che, ricordiamolo, vive con i400 euro (che dovrebbe rappresentare il suo potere d’acquisto), gli viene detto che non basta: se chiama l’idraulico, se va dal meccanico, se chiama il tecnico della lavatrice, deve chiedere la fattura, rinunciando ad un ulteriore percentuale (certamente significativa corrispondente ad oltre il 20% solo di IVA) del suo stipendio. IVA che non potrà scaricarsi e che quindi graverà interamente sul suo già misero bilancio familiare. Dopo tutto questo legge anche che in alcune città importanti alcune gioiellerie dichiarano un reddito annuo che non supera i 20.000 euro, cioè la metà del suo. Scopre poi che mentre a lui le tasse le prelevano in anticipo raccontandogli la favola dello stipendio lordo, gli altri le tasse le pagano dopo e dopo aver detratto ogni spesa fatta, auto e vestiti compresi e comprese le cene al ristorante che sono “di lavoro” e comprese infinite altre cose tra le quali i costi del carburante. Lui non può, anche se poi è costretto ad andare al lavoro con la sua auto, anche se deve presentarsi al lavoro con un abito adeguato, D’altra parte, per lo Stato, per tutti, lui è un dipendente da tremila Euro al mese e non si capisce di cosa possa lamentarsi.

Sono convinto che, fino a che le cose resteranno così, sarà difficile parlare di equità sociale! Sono convinto che, fino a che le cose resteranno così, sarà difficile convincere qualcuno a chiedere la fattura all’idraulico, vedendo lievitare il costo del servizio e diminuire la propria già misera capacità di acquisto!

Maurizio Lintozzi

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